Allarme smartwatch, un pericolo per i vostri figli

E’ dal 2016 che, da questo blog, vi raccomando di usare con attenzione i device IoT, dall’impianto di security ad Alexa e simili, dal frigo e dal giochino elettronico del bambino, alla pentola smart, dal materasso che massaggia alla telecamerina del robot-aspirapolvere….Dovete evitare, cambiando sempre le password, di consegnare agli hacker la vostra casa, la sicurezza della famiglia, la stessa vostra salute, l’azienda, la vostra attività. Perché aumentano continuamente i delinquenti di ogni risma, a caccia di segreti, di confidenze, di tutto ciò che fa parte della vostra vita. Non parlo della privacy, un concetto vago che, tra l’altro, è invocata da evasori, delinquenti grandi e piccoli, politici e affaristi poco trasparenti che devono nascondere piccole e grandi illegalità. Ma di ciò che fa parte della vita delle famiglie, della società, dei sistemi che sono alla base della nostra vita, della democrazia. Da anni, vi abbiamo citato i numerosissimi casi di furti di password, identità, segreti industriali e coniugali e persino di trasmissioni on line di prestazioni e preferenze sessuali tramite milioni di sex toys-spia.

Chi spia e segue i nostri bambini?

Solo i cretini rispondono che tanto chi se ne frega, siamo spiati tramite gli smarphone…E’ vero ma un conto è venire tracciati tramite la geolocalizzazione dello smartphone e un conto è hackerare strutture ospedaliere per chiedere riscatti costosissimi (si contano numerosi casi) o un sistema di protezione di una villa per entrare e devastare, rubare e violentare le persone (in tutto il mondo si parla di centinaia di casi). Ma ora c’è un altro pericolo estremamente grave perché riguarda gli smartwatch fatti indossare ai bambini per poterli controllare, per guidarli, seguirli e, in definitiva, proteggerli. Secondo quanto riportano una ricerca dell’associazione protezione consumatori svedese e l’università tedesca di Münster, milioni e milioni di marchi diversi di un unico smartwatch prodotto in un’unica fabbrica cinese, erano difettosi, facilmente piratabili; qualsiasi kacker anche dilettante era ed è in grado di intercettare le comunicazioni tra bambini e genitori, fornire indicazioni sbagliate al bambino, fargli sbagliare strada, appuntamento e orari per fini criminali. E dal controllo passare –come è accaduto- ad azioni gravissime.Tutto è stato fatto passare sotto silenzio. Salvo che in Germania dove sono proibiti.

Smartwatch online? A rischio i vostri figli

Attenzione: quando nel 2018 gli importatori di questo unico tipo di smartwarch chiesero alla fabbrica cinese di prendere provvedimenti, nessuno ebbe una risposta certa salvo una rassicurazione vaga che i bug –perché si trattava di diversi difetti e non di uno solo-sarebbero stati eliminati dai modelli successivi. Non è vero! Nel dicembre 2019-come Atlantico ha rivelato di recente- una gigantesca fuga di dati ha di nuovo messo a rischio  ben 47 milioni di di questo smartwatch per il controllo parentale. E questa volta, all’origine di un così gigantesco disastro, c’è stato anche un altro fatto: che le architetture di sistema e il fornitore di servizi, comuni a tutti i 47 milioni di orologi connessi (il prodotto è unico, i brand sono tantissimi) non ha nessuna protezione. Se, come  è accaduto, si è verificato un problema che ha messo fuori uso un solo smartwatch, la modalità di fuga di dati si è trasmessa immediatamente a tutti gli altri. Mettendo a rischio la sicurezza di bambini e famiglie. All’origine due fattori che occorre tenere ben chiari: la concorrenza tra i brand che devono vendere prodotti identici con diversi nomi, riguarda esclusivamente i prezzi, che sono stracciati. La fabbrica cinese per star dietro alla guerra dei prezziha tagliato prima di tutto la sicurezza e questo, in Cina, lo stanno facendo in tutti i settori. E poi c’è il fatto che su molte piattaforme online vengono veicolati milioni di pessimi prodotti che nessuno testa né garantisce. Ma, mentre sino a qualche mese fa, gli utenti danneggiati non potevano rivalersi sulle piattaforme online, ora è possibile farlo, grazie alla Corte d’appello della California che ha riconosciuto la diretta responsabilità delle piattaforme di intermediazione online (Amazon e le altre) di ciò che i prodotti venduti su questi negozi virtuali possono causare. Attenzione, dunque ai prodotti elettronici ed elettrotecnici che comprate a pochi euro online. Dei difetti sono responsabili –e devono risarcire i danni-quegli operatori scorretti (non tutti lo sono!) che mettono in vendita device molto pericolosi e di pessima qualità.

Share Button

Lascia un commento