Altro che Roma, ecco perché la peggiore è la burocrazia locale

Ora ve lo possiamo dimostrare che è così anche perché la burocrazia più inquinata, più compenetrata e più gestita dalla ‘drangheta è al Nord. Molto di più che al Sud e a Roma. Ben l’80 per cento dei 55 miliardi di euro di fatturato della ‘drangheta (la mafia più potente al mondo) è infatti realizzato nelle regioni del Nord Italia. I soliti cretinetti del separatismo, del federalismo e del sovranismo locale continuano a raccontare una grande bugia: che a bloccare il Paese e le sue attività produttive sarebbe la Pubblica Amministrazione centrale, quella dei Ministeri. Balle. Ma c’è di più e di peggio. I soliti cretinetti di cui sopra continuano altresì ad affermare che la completa autonomia al 100 per cento di ciascuna regione rispetto al governo centrale eliminerebbe la quasi totalità degli ostacoli di ordine burocratico che rendono lente e difficili le attività di aziende e privati. Ancora balle. Inoltre, aggiungono -i soliti cretinetti- nelle regioni del Nord, la burocrazia locale -regionale, comunale, provinciale- funziona meglio di quella non solo dello Stato, ma anche e di parecchio , di quella delle altre regioni. E che, proprio in queste regioni del Nord i costi delle burocrazie locali sarebbero decisamente bassi. Seconda affermazione falsa, e, oltrettutto, consapevolmente tale.

La burocrazia delle regioni è molto costosa e spesso in mano alla malavita

Siamo in possesso di alcuni studi, circostanziati, riguardanti proprio questo argomento che attestano un’altra realtà e cioè, innanzitutto, il peso decisamente rilevante, degli ostacoli amministrativi, fiscali, funzionali esercitate dell’economia derivanti dai tre diversi livelli del governo locale, comunale, provinciale e regionale. E questo è il primo enorme problema. I tre diversi livelli sono infatti tra loro scollegati, spesso in aperto contrasto, raramente coordinati (anche se c’è qualche regione che invece fa eccezione). E che più la burocrazia è lenta e complicata più diventa il nido della peggior malavita. Da questi studi emerge che il maggior impatto delle burocrazie locali sul fatturato delle aziende riguarda queste aree del governo locale: l’ambiente, l’edilizia/urbanistica, il fisco, il lavoro/sicurezza/salute. Per poter operare le piccole aziende si caricano ogni anno di un peso notevole dovendo destinare 560 ore/uomo tra consulenti, materiale, tempo…. Tutto per adempiere agli oneri burocratici dei diversi livelli. Insistiamo: i livelli sono regionali, comunali e provinciali. Occorrono per esempio, nelle regioni del cosiddetto “virtuoso” Nord, minimo due anni per l’approvazione di un piano urbanistico, mentre le autorizzazioni ambientali richiedono uno “spreco”di un minimo di 18 mesi.

Quanto pesano le burocrazie locali sul fatturato?

Come classifica degli oneri burocratici più pesanti al primo posto ci sono quelli relativi agli adempimenti dell’edilizia, poi al secondo quelli dell’ambiente e al terzo quelli riguardanti la sicurezza del posto di lavoro. Nelle regioni dl Nord la media dell’incidenza di questi oneri sul fatturato per le piccole aziende è decisamente elevata, il 2,7 per cento mentre scende per le le aziende di medie dimensioni, più strutturate, al 1,2 per cento. Ed è comunque pesante. Quanto alla richiesta di alcuni cosiddetti “governatori” del Nord (Est e Ovest) di ottenere una maggior autonomia è accertato matematicamente che ne deriverebbe un incremento esponenziale di ulteriori oneri, balzelli, corruzione e malavita organizzata assolutamente insopportabile. La prova provata? I numeri che vi abbiamo anticipato in apertura e cioè: ben l’80 per cento dei 55 miliardi di euro di fatturato delle cosche-logge (la ‘drangheta è la massoneria sono strettamente legate al Sud e al Nord) viene procurato e incassato proprio al Nord.

La ‘drangheta manovra le burocrazie locali

Dove ci sono grandi risorse finanziarie lì si trovano, insieme, cosche calabresi e massoneria. E il network e la piattaforma sui quali operano con estrema prudenza ma con enormi profitti sono proprio costituite dai burocrati regionali, provinciali, comunali. Centinaia di indagini, di processi, di prove documentali inoppugnabili lo documentano. La fitta rete di complicità vede infattI, nelle centinaia e centinaia di processi, palesi, vistose, dimostrate “collaborazioni” tra amministratori e funzionari locali e malavita calabrese e massoneria. Un enorme numero di sindaci, giunte, assessori, segretari comunali, tecnici comunali, provinciali e regionali sono nominati, eletti e gestiti dalle ‘drine. Che -come documentano milioni di pagine di indagini sul Nord-richiedono per sè l’eliminazione di qualsiasi controllo amministrativo-burocratico. E impongono alle burocrazie locali di bloccare gli eventuali operatori onesti con inspiegabili ritardi, incredibili rallentamenti delle pratiche tanto che spesso le aziende in gara lasciano per impossibilità operativa. Così al Nord le burocrazie rallentano l’attività delle aziende e favoriscono sempre di più la malavita organizzata delle ‘drine. ALTRO CHE LA BUROCRAZIA DI ROMA, CI SONO REGIONI DOVE IL TERRITORIO è “AMMINISTRATO” DALLE ‘DRINE”.

caro Alberto, il termine “insulti” non era riferito a te!!! Ho sbagliato a esprimermi! Scusami!!!!!

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3 risposte a “Altro che Roma, ecco perché la peggiore è la burocrazia locale”

  1. Cara Paola,
    come sempre dettagliata e precisa. Ma ìl tuo racconto non è uno scoop, peggio: è un ricordare una cosa nota da molto tempo a tutti quelli che preferiscono non sapere e sopratutto è nota alle istituzioni.
    Per quanto riguarda la ‘drangheta vorrei osservare due cose: la prima è che la criminalità cerca di operare dove gira più denaro, per cui in valore assoluto è giusto quello che dici, ma vorrei sapere anche l’indice di penetrazione per area geografica. Non per stilare una classifica ma per cercare di capire di più.
    La seconda, e conseguente a questa, riguarda ciò che NIcola Gratteri da anni va dicendo, provando e insistentemente suggerendo, cioè che se non si interviene sull’origine di un male, combatterne le conseguenze periferiche è una fatica di Sisifo: esso si riprodurrà continuamente. E l’origine sta nella società e nella cultura calabrese (non di tutta la Calabria per fortuna).
    Questo non significa non perseguire reati ovunque: significa intervenire là dove si individua l’origine e farlo come non solo Gratteri, ma molti altri isistono nel proporre: forti investimenti sulla scuola (togliere i ragazzi dalla strada) e su tutte quelle istituzioni (giustizia compresa) che devono dimostrare possibilità e necessità di una societa più giusta.
    Anche l’economia, cioè la possibilità di guadagnar da vivere senza bisogno di appoggi mafiosi, sarebbe un punto necessari, ma in un territorio controllato dalle mafie l’economia non decolla!
    Per quanto riguarda le burocrazie regionali è un’altro argomento sostanziale (e purtroppo collegato, come dimostri) che richiederebbe la rinascita di uno “spirito politico” collettivo rivolto al progresso sociale. Attraverso anche lo scontro di idee. Di idee appunto, non solo di interessi leciti e no.
    Però non rassegnamoci.
    Alberto

    1. assolutamente d’accordo, grazie Alberto. AZ>ttendo altri commenti e non insulti…..

  2. Perchè insulti? Forse il termine “peggio” è stato frainteso! Scrivendo che non è uno scoop intendo dire, come spiego in seguito, che le cose che dici sono cosa nota ma rimossa dai media e dalle istituzioni. Magari fosse uno scoop: salverebbe l’anima e la coscienza di chi dovrebbe combattere seriamente questi fenomeni e non lo fa. Quindi fai benissimo a pubblicare articoli come questo e siccome penso che i fenomeno mafiosi siano uno, se non il pricipale problema di questo paese, ti sosterrò come posso. Anche con interventi più chiari di quanto non abbia già fatto.
    Buon lavoro,
    Alberto

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