CANDY IN BORSA? LA RISPOSTA IL 17

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Il mondo dei Majap, dei grandi elettrodomestici è in subbuglio, meglio, in grande spolvero. E anche l’ultimo dei Mohicani, vale a dire l’ultimo produttore interamente italiano del Bianco, Candy Group, sin dall’inizio sotto il completo controllo della famiglia Fumagalli, ha deciso di adottare una nuova politica industriale di rilancio con forti investimenti (70 milioni di euro, dei quali 40 come prestito completamente obbligazionario dai soci e 30 a fondo perduto come Ansa ha per prima rivelato). Un piano industriale che mercoledì 17 verrà comunicato nei dettagli e che, secondo i consueti rumors, potrebbe essere accompagnato anche da un preannuncio di un grande evento, il debutto del gruppo bianzolo in Borsa. In realtà Candy ha molte novità da raccontare perché il ricorso a un così consistente “serbatoio” finanziario significa un’accelerazione del rilancio di quelle competenze progettuali e industriali che l’hanno resa famosa nel lavaggio negli anni d’oro del boom e dei decenni successivi, all’insegna di un claim di enorme successo, “Grazie Candy”, quando il gruppo brianzolo pesava nel settore del lavaggio con quote intorno al 30% delle vendite in italia. Poi sono arrivate le crisi e soprattutto quella cominciata nel 2008 e che tuttora segna in negativo il mercato degli elettrodomestici, con crolli verticali dei consumi. Candy, tornata all’utile nel 2016, ha finalmente superato il fatturato pre crisi, con oltre il miliardo di euro.

Chiude in Cechia, e investe in IoT-Non solo un rafforzamento con “ritorno” massiccio nel mondo del bucato, ma anche con Hoover un ulteriore rafforzamento nel settore del floor care e dei grandi elettrodomestici di fascia alta. E con la chiusura della prima fabbrica delocalizzata, quella dei frigoriferi in Cechia, che ha dato parecchi grattacapi, si rafforza altrove il panorama operativo internazionale con l’ultimo accordo in Cina con un industria del settore per la vendita in Cina di lavatrici a marchio Candy. Made in China anche quei frigoriferi che non provengono più dalla Cechia e che non torneranno più a essere prodotti in Italia. Ma il grande atout di Candy sembra essere l’innovazione degli IoT, perché mentre i giganti del Bianco annnunciano di continuo la presentazione di elettrodomestici super-connessi (molti annunci, pochissime realtà) Candy ha per prima presentato due anni fa una collezione completa di IoT, Simply-Fi e Wizard per Hoover, realmente disponibile. Troppo Presto? Forse no, perchè non si tratta della domotica, costosa, complicata, appesantita da liti su protocolli e standard, ma di un flessibile modo di gestire interattivamente la casa in remoto per risparmiare e per il massimo della sicurezza. La chiave però sarà il boom della gastronomia, della cucina-star della tv e della moda ormai affermata di far viaggiare on line e sugli smartphone le proprie e le altrui prodezze ai fornelli. Per tornare alla presentazione dei risultati del gruppo, che cosa ha per così dire ispirato le voci su un’eventuale debutto in Borsa? Il fatto che per la prima volta Candy viene affiancata, nella conferenza stampa, dall’intervento di Ad Hoc Communication Advisors, che opera nella corporate e financial communication, e membra di Amì partnership, l’associazione delle agenzie che seguono le aziende nel percorso in quotazione.

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