Clamoroso, Midea cambia il general manager, è Alberto Di Luzio e, toh, viene dalla Whirlpool…..

Due importanti news delle quali la prima- arrivata confidenzialmente dal headquarter europeo di Midea- è davvera clamorosa e la anticipiamo agli amici che ci seguono e in particolare a chi lavora nel settore delle tecnologie domestiche, dei majap, del Bianco. Midea Italia -ci ha anticipato l’amico della sede europa Midea- sostituisce il general manager  della filiale italiana, Daniele Marangoni, dal 2012 in carica, con un personaggio di notevole spicco sia professionale che culturale e che, soprattutto, proviene da Whirlpool. E’ l’ingegnere meccanico Alberto Di Luzio, attuale Sales Director Combined Freestanding di Whirlpool Italia che presiede a tutti i brand del gruppo. Di Luzio ha un pedigree super, innazitutto è ingegnere meccanico, e poi ha un percorso di tutto riguardo nel Gruppo Indesit con puntate importanti come quella di tre anni in Russia dove l’azienda aveva ed ha grandi centri di produzione. Con il passaggio del gruppo dalla famiglia Merloni alla Whirlpool, Di Luzio diventa Sales Director Freestanding di Indesit e Hotpoint e successivamente  al vertice delle vendite di Whirlpool Italia anche per i marchi Whirlpool e Ignis. Non abbiamo casualmente accostato  Midea e Whirlpool.  Da mesi infatti una prima e mai smentita manifestazione di interesse di Midea per Whirlpool Emea che la multinazionale americana vorrebbe vendere,  è proseguita e prosegue con trattative prolungate. “Prolungate” perché? A parte l’entità del grande e storico valore dei non pochi brand di Whirpool Emea -difficile da definire-, c’è un’esigenza assolutamente prioritaria per il gigante cinese: creare un pool manageriale che, dopo l’eventuale acquisizione, sia in grado di gestire un gruppo estremamente composito, su mercati estremanente diversi e difficili. Che cinesi e americani hanno da sempre il torto di considerare un mercato compatto. L’attuale pool manageriale di Midea pur composto da professionisti di vaglia, ha dimensioni numeriche parecchio ridotte. E la ricerca di profili professionali e culturali adatti a gestire i mercati europei, del MO e dell’Africa, non può non essere lunga e complicata. C’è da sottolineare infine che gli azionisti americani, a fronte della crisi del mercato europeo e della pesantissima gestione della “grana” inglese con recall di centinaia di migliaia di asciugatrici difettose, ha fretta di chiudere l’altra grana, quella dello stabilimento di lavatrici di Napoli. Difficile da farsi, da quando si è scoperto che il bisministro Di Maio, del tandem gialloverde a trazione Lega, ormai defunto, aveva mentito per catturare con balle ripetute i voti dei lavoratori. “faremo, multeremo, castigheremo, finanzieremo eccetera eccetera” aveva scriteriatamente promesso per non rivelare una realtà che -è corretto sottolineare-i rappresentanti di Whirlpool Italia avevano sin dall’inizio comunicato: la fabbrica produce lavatrici che non riesce più a vendere. Con un pesantissimo bilancio ormai insostenibile. Lo sapeva bene e da tempo il Salvini, quello che in quanto lombardo, aveva ben presenti l’importanza e la centralità di un gigante come Whirlpool per la Lombardia. E che ha lasciato una patata bollente e tossica  al suo incompetente bisministro Di Maio. Al Salvini del resto interessava e interessa solo il destino di qualche barcone di poveri “negri” morti o salvi per miracolo. E gli italioti di tante fabbriche del Nord in crisi, in chiusura o già chiuse, che hanno votato Lega lo stanno scoprendo. Sono tanti Tafazzi che si fanno male da soli.

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