DieselGate anche per i frigo e le lavatrici?

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DieselGate, non solo per le auto. Da Bruxelles è arrivata all’inizio di ottobre una “breve” di un’agenzia fatta uscire – è ormai certo – da ambienti istituzionali europei. La “breve” ha semplicemente ripescato e attualizzato una notizia che il Sole24Ore di qualche anno che aveva fatto saltare –non solo metaforicamente- sulla poltrona i vertici di alcune multinazionali. Nell’articolo si riportava una news, nota ai centri di ricerca americani ed europei, secondo la quale – pare – alcune aziende avevano tentato di truccare i parametri dell’efficienza dei loro grandi elettrodomestici grazie ad un chip. Che, con un diabolico tempismo, si attivava quando le attrezzature di verifica dei parametri dei consumi ai fini dell’assegnazione dell’etichetta energetica cominciavano a effettuare le prove. Il gioco era presto fatto. Diabolik, il chip, sparava dati sballati in modo che l’elettrodomestico ogni volta sparava, a sua volta, consumi sballati, cioè più bassi di quelli reali. Noi consumatori cioè compravamo frigo e lavatrici pagandoli per essere di classe A (allora era il massimo del risparmio energetico), quindi più cari di quelli di classe inferiore. Ma non sapendo che consumavano parecchio di più. Un’offesa molto grave ai consumatori, ai produttori onesti e, quel che è peggio, alla natura. Da allora cosa è accaduto? Che per un po’ sono stati tutto molto più attenti ma poi, stando anche ai rarissimi controlli organizzati da Bruxelles, i “giochini” ai danni dei consumatori sono ripresi e anzi, adesso, ci sono dei dubbi pesantissimi anche sui Tv. Peccato che non ci sia –ancora- qualche magistrato che va a mettere il naso tra chip e Watt. Peccato, per la salute e la borsa di tutti noi.

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