JOINT VENTURE TRA VESTEL, SHARP, TOSHIBA

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Ma quali cinesi, a comprare e a comprarci sono i turchi. Si tratta dei due big dell’elettronica di consumo e dei Majap (grandi elettrodomestici), quali Arḉelik proprietaria del brand Beko di Koḉ Holding (la prima conglomerata turca) e terzo produttore europeo di elettrodomestici, e del concorrente Vestel. I due maggiori produttori turchi di elettronica di consumo e di elettrodomestici (ai vertici anche in Europa grazie ai prezzi bassi) attraverso l’acquisizione fulminante di illustri brand europei e giapponesi,  Joint Venture e License Agreements, possono riscattare la loro non lusinghiera  nomea di terzisti dai prezzi aggressivi. Possono infatti mettere sui loro elettrodomestici, i tv, i pc e i condizionatori,  brand illustri come Telefunken (Vestel) e Grundig (Beko) e, di recente, marchi di reputazione e immagine mondiali quali Sharp, Toshiba, Hitachi….Cosa è accaduto? Con la crisi dell’elettronica di consumo europea causata dai giapponesi e successivamente dai coreani i due gruppi acquistarono nei primi anni 2000 i i brand tedeschi Grundig e Telefunken e Graetz (Vestel), poi con il crollo del gruppo italiano Brandt dei fratelli Nocivelli (era negli anni 90 e all’inizio del 2000 il terzo big del bianco in Europa) Beko  ha portato via per poco  brand di grande tradizione europea come Elektra Bregenz, Bloomberg…La novità è che ora è la volta di brand giapponesi.

Con Sharp alla conquista dell’Europa dei Majap

Il colpaccio più importante è stato messo a segno da Vestel e anzi sono due le mosse, perché le società mitiche Toshiba e Sharp sono ormai nell’orbita di Vestel, il gruppo–di proprietà dell’avventuroso e sulfureo 65enne Ahmet Zorlu (foto)—che sta andando verso esportazioni record in Europa: 2,6 miliardi su un fatturato di 3,6 miliardi di dollari. “L’accordo con Sharp prevede che non si tratti solo di una joint venture –come ha dichiarato Alberico Lissoni, direttore marketing Europa di Sharp Home Appliances, divisione di Vestel- ma di una vera partnership”. E,  grazie agli elettrodomestici prodotti in Turchia, a Manisa, ma testati e approvati dai tecnici giapponesi, la Sharp “turca” salirà in Europa da una quota poco sopra l’1% per circa 100 milioni di euro al raddoppio entro un anno e ogni anno. E, per l’export, Vestel mira a ottenere un +15% nel giro di due anni aumentando la massiccia presenza in Europa; per riuscire a seguire sia la propria espansione che quella di Sharp in Europa il gruppo turco ha investito 150 milioni di dollari in nuove fabbriche. A IFA 2017 (in settembre a Berlino) Vestel porterà, oltre ai celebri mega frigo, ai depuratori e alle lavabiancheria Sharp, anche un’intera collezione di elettrodomestici da incasso a prezzi di poco superiori a quelli free standing. Con conseguenze pesanti per i competitor perché l’incasso europeo richiede tecnologie e qualità elevate- a prezzi, di conseguenza alti.

E con Toshiba per i Tv Oled

Dalle fabbriche turche, che si trovano tutto sommato non molto lontane dall’Europa, escono già milioni di tv e di lavatrici, che Vestel non vende  con il proprio brand ma cede a prezzi molto accessibili alle catene europee della GD e della GDO e a industrie europee del bianco, per l’entry level. Dopo l’alleanza con Sharp, avviata nel 2015 ma solo ora dotata di oltre 200 referenze, anche Toshiba è diventato un brand che Vestel usa e userà alla grande per i tv Oled  fabbricati a Manisa. Toshiba, in grave crisi da qualche anno per  il crollo della sua filiale americana del settore nucleare, la Westinghouse, non sarà solo un partner per i tv ma diventerà –anticipa il quotidiano nipponico Nikkei-di proprietà definitiva di Vestel entro il 2018. Dagli stabilimenti turchi escono già 18 milioni di tv diretti in tutto mondo (oltre a milioni di lavatrici e lavastoviglie) e anche in questo caso, la società turca ha investito per ampliare la sua già colossale potenza di tiro cifre non indifferenti, superiori a 150 milioni di dollari. Dietro, uno “spezzatino” che la dice lunga sulla progressiva dissoluzione di quello che è stato il più grande impero mondiale dell’elettronica di consumo degli anni 90, quello giapponese. E che vede proprio uno smembramento perché per esempio tutto il settore dei Majap  di Toshiba è stato acquisito dal gigante cinese Midea. L’altro big del bianco e dell’elettronica di consumo, Beko ha in questi giorni reso ufficiale un gigantesco accordo, a livello di conglomerata, tra Koḉ Holding e un altro big, l’indiano Tata Investment Corporation Limited (103 miliardi di dollari il fatturato), per una Joint Venture che produrrà con il marchio Beko in India grandi elettrodomestici e climatizzatori con un capitale iniziale di 100 milioni di dollari. Due scopi: rafforzare la via della seta che i turchi hanno cominciato a tracciare anni fa per la conquista dei mercato dell’Asia e al tempo stesso approfittare della travolgente crescita del mercato indiano dei beni di consumo grazie anche alla forte ascesa della classe media indiana. Il mercato indiano conta già oggi su un potenziale di un mezzo miliardo di consumatori di fascia medio-alta.

 

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