LA Cina 1° anche nell’alta velocità

Da quella eccellente fonte di dati e informazioni di rilievo mondiale che è STATISTA, abbiamo ricevuto, a firma di Niall McCarthy, un report molto significativo su uno dei parametri più importanti per valutare i livelli tecnologici, economici e sociali di un paese, le dimensioni della rete di treni ad alta velocità. E, come accade ormai in molti settori, il primato cinese non si esprime solo in un semplice primo posto di una classifica ma si afferma, grazie a numeri strepitosi, quale leadership di imponenti proporzioni.

“Negli ultimi 15 anni la Cina –riferisce McCarthy-ha compiuto notevoli progressi nella costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità. Aveva poco più di 35.000 km in funzione nel febbraio 2020 secondo UIC, The Worldwide Railway Organization e ora rappresenta circa due terzi dei binari ad alta velocità in tutto il mondo”. Quanto agli Stati Uniti la classifica conferma ancora una volta che, a prescindere da singole eccellenze tecnologiche, il Paese è afflitto da carenze infrastrutturali molto pesanti. L’alta velocità del paese del Trump, infatti, è ben sotto la rete italiana. Trasporti e sanità pubblici e servizi pubblici in generale in questo gigantesco paese sono insufficienti, inadeguati e costantemente disinvestiti a favore invece delle rapaci società private. La gravissima situazione riguardante l’enorme diffusione del Covid con immani carenze di assistenza pubblica –tirano le cuoia i poveri disgraziati senza assicurazioni-è lì a dimostrarlo. E’ vergognoso che la tv pubblica italiana dia spazio a serial televisivi americani dove sembra che la struttura sanitaria dei diversi stati americani sia al servizio disinteressato dei malati. Con…eroici interventi di medici e infermieri al servizio dei cittadini…Balle. Si dovrebbe commentare, da parte della tv pubblica italiana, che quelle immagini riguardano un servizio sanitario privato, costosissimo e profondamente ingiusto. E anche per quanto riguarda la rete ferroviaria tradizionale quella degli Stati Uniti soffre degli stessi limiti; il suo sviluppo è stato sacrificato a favore di trasporti privati su gomma, inquinanti, inadeguati, insufficienti. E per l’alta velocità, a conferma di questa situazione l’articolo di STATISTA apre con una notizia: “L’anno scorso –scrive McCarthy- è stato annunciato che una sovvenzione di 929 milioni di dollari per il sistema ferroviario ad alta velocità della California era stata annullata in un duro colpo alle ambizioni ferroviarie ad alta velocità degli Stati Uniti”.

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