LA SPIA RIVELA LE BUGIE DEI SURGELATI

topcryo

Anni e anni di rcerca, un colossale investimento di 12 milioni di euro e, grazie a tutto ciò, finalmente è possibile smascherare le falle -che sono tante- delle cosiddette catene del freddo, se e quante volte cioè i surgelati si sono scongelati e ricongelati a causa di colpevoli interruzioni della catena nei magazzini ma soprattutto nei mezzi di trasporto. Sono soprattutto i mezzi di trasporto, gestiti in gran parte da mafie di vario genere, che causano gravi deterioramenti alle derrate a causa di continue e incontrollate interruzioni delle condizioni di conservazione dei surgelati. Periodicamente vengono presentati dispositivi in grado di rivelare questi schock termici che spesso causano ai consulatori intossicazioni, malesseri, allergie oltre che causare danni notevoli. Che però non sembrano aver risolto il problema sempre più diffuso e trascurato da tutti, controllori, consumatori, forze dell’ordine…Dalla Francia arriva la notizia che questa volta la risposta sembra essere definitiva e affidabile se non altro per le ingenti risorse investite da Cryolog, la società che ha inventato il dispositivo di cui si parla, Topcryo. Topcryo è una pastiglietta termosensibile microbiologica che interpreta l’impatto del tempo e della temperatura sulla buona conservazione delle derrate comunicando con il cambiamento del colore l’eventuale, avvenuta alterazione. Se la pastiglietta diventa verde è tutto a posto ma se diventa rossa significa che il cibo è da gettare.

Le mani delle mafie sui trasporti alimentari

Viene anche indicato in ore il tempo in cui le derrate sono state tenute a temperature critiche e le temperature stesse. I tecnici dell’azienda sono in grado di parametrare il dispositivo secondo le necessità del cliente. La definizione “microbiologica” è dovuta al fatto che nei piccoli tubi della pasticca si trovano dei batteri che fanno virare il colore verso il verde o il rosso in base allo stato della conservazione. Se venisse adottata sarebbe un provvidenziale aiuto per migliorare la catena del freddo del nostro Paese sulla qualità e la affidabilità della quale pesano dubbi molto consistenti. Come è noto, le decine e decine di inchieste della magistratura hanno dimostrato che  quasi tutto ciò che viaggia su gomme dal Sud verso il Nord del Paese e dell’Europa è gestito in modo ferreo da mafia, camorra e soprattutto dalla ‘ndrangheta con un introito sui movimenti del food del 5% circa, pagato, alla partenza, dalle aziende che portano le derrate da movimentare. Ma davvero i padroni delle gomme delle gigantesche dispense del sottozero potrebbero rinunciare ai guadagni del trasporto verso tutta l’Europa a causa di queste piccole “spie” che potrebbero fornire prove oggettive delle gravi interruzioni della catena? Ma davvero rinuncerebbero a quei consistenti risparmi sul funzionamento dei mega-frigo che ottengono fermandoli, facendoli funzionare male e lasciandoli per ore e ore a 50 gradi?

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