L’ASSISTENZA FULGOR TORNA IN AZIENDA

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La Fulgor Milano, a partire dal 2 gennaio 2017 gestisce direttamente l’assistenza tecnica dei suoi prodotti sul mercato italiano. E’ una notizia davvero importante, da ogni punto di vista anche se ci teniamo a sottolineare che i problemi riguardanti l’assistenza degli elettrodomestici sono nettamente inferiori e meno gravi di quelli che coinvolgono l’elettronica di consumo, la telefonia e l’informatica dove il comportamento dei produttori di hardware, di software e I fornitori di servizi è, per dirla con un eufemismo, molto disinvolto. L’Italia ha accolto e integrato nel Codice del Consumo la normativa europea, la più avanzata in assoluto a livello mondiale. Il principio fondamentale è che la responsabilità di provvedere in caso di difettosità di un apparecchio è il rivenditore poiché è lui che vendendo al cliente un prodotto ne garantisce la mancanza di difetti e vizi. Mentre prima questa responsabilità era totalmente attribuita all’azienda che provvedeva ad attivare il servizio di assistenza. In realtà, a causa della capacità di “convinzione” che i commercianti esercitano in modo pressante sui fornitori, tutto era tornato come prima ma senza ufficialità. E con pesanti conseguenze sui costi sopportati dai clienti da questa assistenza indiretta.

In negozio scegliamo aziende come Fulgor

Chi sostiene le spese e il peso della procedura, chi solleva sempre il commerciante da ogni responsabilità, è il produttore o l’importatore. Fulgor Milano, uno dei brand storici della cottura italiana, ha preferito risolvere ogni problema riportando in azienda il servizio assistenza, potenziandolo con investimenti che si basano su un team di specialisti interni e con personale distribuito in diversi centri di assistenza in Italia. A questo si sono aggiunti una nuova struttura informatica e un magazzino ricambi. Questo significa seguire il prodotto nel corso della sua “vita” e nel rapporto con il consumatore in modo da offrire un vero servizio, trasparente… E, il consumatore potrà, al momento della scelta in negozio, dare la preferenza a quegli elettrodomestici che sono sostenuti -per così dire- da questi importanti investimenti e dal rispetto dei diritti dei consumatori.

Tim e Vodafone, cosa sta accadendo?

Se le aziende dell’informatica, della telefonia e dell’elettronica di consumo prendessero la stessa decisione di Fulgor, l’enorme massa di contenzioso di questi settori della tecnologia, diminuirebbe notevolmente. Attualmente, a sopportare conseguenze spesso molto pesanti di disservizi e mancanza di assistenza, sono I consumatori. Un esempio soltanto: per ragioni assolutamente misteriose, TIM ha sospeso e sostituito le password di molte mail senza nessuna autorizzazione (come viene richiesto dalla normativa) da parte degli utenti. E senza avvisarli, interrompendo addirittura l’accesso alla posta elettronica. E comunque impedisce da qualche tempo di usare il servizio di posta elettronica alice.it sugli smartphone. Nessuno riesce a ricevere assistenza e a ripristinare un servizio prima funzionante. Tim non risponde mai. Mentre Vodafone, per parte sua, impedisce di disdire l’abbonamento anche se i termini sono scaduti. Nessuno risponde, mai. Nei negozi il personale, imbarazzato, dà risposte contrastanti.

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