L’incredibile boom della security

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Isola felice, mai un anno di stallo, men che meno di crisi e, anzi, una crescita costante con alcuni settori addirittura a due cifre. E’ il mondo un po’ misterioso ma molto pervasivo della security, dell’ antifurto, dell’antirapina, dell’antiaggressione, e, infine, della sicurezza speciale o antiterrorismo. E questo accade in Italia, in Europa, in tutto il mondo. Nel 2016 secondo i dati ANIE Sicurezza, il comparto,. compresa l’automazione degli edifici, ha espresso , in Italia, un fatturato di 2,2 miliardi con un incremento del 5,1%. E con un +10% per la videosorveglianza ma non male anche l’antintrusione con un +7,3%. La paura fa novanta si dirà ma è un fatto che gli italiani temono sempre di più i furti che, pur essendo da qualche anno in calo, hanno assunto modalità  violente, sanguinarie che trainano titoli cubitali, servizi televisivi di pari violenza, tutto per impressionare e terrorizzare. I ladri, inoltre, non riuscendo più a fare i clamorosi colpi in banca di una volta –le banche sembrano tutte Fort Knox- e negli appartamenti dei condominii superprotetti, hanno intensificato le loro attività verso il residenziale singolo e il piccolo negozio.

I droni per la security della casa

La paura, soprattutto se sollecitata e alimentata dai mass media e dai movimenti populisti, rende sia politicamente che economicamente e per dimostrarlo ecco alcuni dati: in tutto il mondo le vendite nel settore manterranno un ritmo di crescita molto forte e saliranno dai 206,69 miliardi di dollari del 2016 ai 373 del 2020. E sarà –come già lo è da due anni- una corsa alle tecnologie più avanzate, in ricaduta dal settore militare, perché per esempio il mercato mondiale dei droni della security anche per uso domestico che ha superato nel 2016 i 1,6 miliardi di Euro, avrà un indice d’aumento delle vendite, anno per anno, del 5% sino al 2020. Le aziende, al posto dei badge, fanno usare sempre di più  lo smartphone per gli accessi fisici tanto che, secondo Gartner, entro 3 anni a farlo sarà il 20% . Alla prossima rassegna specializzata Sicurezza 2017, che si svolgerà in Fiera Milano dal 15 al 17 novembre, i visitatori specializzati potranno vedere un’anticipazione di queste ed altre innovazioni, un appuntamento che  registra, tra l’altro, un trend particolare: una internazionalizzazione sempre più forte dovuta al fatto che il terrorismo e le mafie stanno costringendo anche  i più riottosi governi a cedere in parte la propria riservatezza operativa per riuscire a contenere i crescenti altissimi rischi. E in effetti da un’edizione all’altra la mostra Sicurezza ha visto aumentare del 50% gli espositori esteri. Un buon segno? Si da un lato ma al tempo stesso  è la tecnologia a rivelare il lato preoccupante, molto preoccupante, di questa presunta collaborazione internazionale che in alcuni paesi scarseggia assai.

Le telecamere antiterrorismo? Non si usano

Ne parlano discretamente nei corridoi dei cosiddetti Centri di Eccellenza e di Competenza della Nato; se solo fossero state impiegate le telecamere di videosorveglianza a Intelligenza Artificiale disponibili e alcune progettate e realizzate in Europa (in Francia soprattutto) l’attentatore del marzo 2016 all’aeroporto di Bruxelles, quello con il cappuccio, irriconoscibile, sarebbe stato riconosciuto in pochi minuti. E non come  è accaduto in più di un mese. E questo è avvenuto anche in altri episodi persino in Francia. Areoporti, stazioni, metro: tutti luoghi che hanno registrato episodi di terrorismo, ma che non avevano le telecamere di ultima generazione: Peccato perché il riconoscimenti di facce e targhe avrebbe richiesto secondi non mesi come è avvenuto. . No, non in Italia dove sicuramente l’antiterrorismo sembra essere più agile, attrezzato e soprattutto dotato di sistemi investigativi ottimi. Abbiamo parlato con esperti, a Parigi, sull’argomento e ci hanno spiegato questa abissale differenza di tempi. Innanzitutto a Bruxelles bastava avere le telecamere speciali con riconoscimento facciale automatico. Con l’Intelligenza Artificiale, I.A., anche quando il volto del terrorista è nel buio, la telecamera è di qualità pessima, non esiste illuminazione e, come accade spesso il malvivente indossa un cappuccio, ebbene con l’I.A., che individua con algoritmi i microdettagli  delle immagini, si riesce a risalire agli individui. Con certezza e precisione e in pochissimi minuti. Analizzando milioni di dati e incrociandone altrettanto ma si riesce. Queste telecamere sono in uso in banche e aziende ma raramente nei siti ad altissimo rischio. Forse una visita alle rassegne specializzate come Sicurezza 2017 di Milano, sarebbe davvero molto utile a chi in Europa siede sulle poltrone dell’antiterrorismo.

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