Milano 2019, torna Il Salone dei record, il centro mondiale del design. Il salone del Mobile

 

 

L’industria italiana dell’arredo insieme all’illuminazione vale, in base ai dati di Istat e FederlegnoArredo, circa 27 miliardi euro e tutti gli indici di produzione, del mercato interno e delle esportazioni si mantengono in ascesa anche nei primi mesi del 2019. L’Italia si attesta al terzo posto (o al quarto, secondo i dati Csil), tra i principali paesi esportatori al mondo nel settore dei mobili e dell’arredo con 9,4 miliardi euro. Insieme alla biennale Euroluce, ieri martedì 9 aprile si è aperto a Milano con un altro record di visitatori l’evento che costituisce per il made in Italy dell’arredamento il palcoscenico più importante: il Salone Internazionale del Mobile con più di 2.400 espositori provenienti da 43 Paesi e che ha contemporaneamente uno spazio parallelo nella città con il formidabile Fuori Salone.

 

 

Con questa edizione oltre che celebrare il 500° anniversario della morte di Leonardo, si celebra la creatività sempre rinnovata del Salone Satellite con i suoi 550 designer. Il Salone Internazionale del Mobile e il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo rappresentano uno dei pilastri portanti dell’economia italiana anche perché muovono un indotto enorme: la componentistica, le macchine per la lavorazione del legno (i primi produttori mondiali di queste sono italiani), l’oggettistica e per la cucina, anche gli elettrodomestici. al mega distretto del legno (42 miliardi di euro, 80mila imprese, 320mila addetti) va aggiunto il gigantesco settore dei rivestimenti e delle pavimentazioni con relativi enormi gemmazioni industriali. Negli anni il Salone ha avuto una profonda mutazione perchè oltre alle due biennali, Euroluce e Eurocucina, si svolge il SaloneSatellite che si apre alla contaminazione tra ambiti e linguaggi differenti con i progetti sperimentali di 550 architetti.

 

 

 

In questa edizione una nuova presenza, diffusa e trasversale, Workplace3.0 all’interno dei padiglioni del Salone. Nuovo anche S.Project, un percorso espositivo trasversale le cui chiavi di lettura sono multisettorialità, sinergia e qualità. Presso il padiglione 24, da visitare DE-SIGNO, un racconto sulla cultura del design italiano prima e dopo Leonardo narrata attraverso la voce di Diego Abatantuono, che dimostra il rapporto tra il genio rinascimentale e i il design italiano contemporaneo.

Il Salone, la vetrina mondiale

Rispetto ad altri settori e ad altre fiere c’è qualcosa di più…  uno stretto collegamento tra export e Salone del Mobile poiché lo stimolo incessante dello spazio promozionale e competitivo della fiera ha determinato il crescente livello qualitativo, tecnologico, funzionale dei nostri mobili, degli elettrodomestici e degli accessori. Oltre il 60 per cento delle vendite sui mercati mondiali del sistema-casa italiano appartiene alla fascia medio-alta e alta con comparti che vendono sui mercati mondiali il 90 per cento della produzione.. E il Salone del Mobile è la vetrina che decide, imponendoli, i trend, decide le scelte degli arredatori, dei contract manager, del general contractor, dei rivenditori e della stampa di tutto il mondo.

 

 

 

Al Salone del Mobile sono presenti tra i 5mila e i 6mila giornalisti, la maggioranza dei quali sono stranieri. Questi hanno potuto nei decenni seguire l’evoluzione del modo italiano di vivere gli spazi domestici e di lavoro attraverso i grandi progetti e le proposte davvero uniche dei nomi storici. Eccone solo alcuni: FIAM (n.1 al mondo per i mobili di vetro curvo), B&B, Arflex, Flos, Tecno, Alessi,,Driade (ritorno magico), Poltrona Frau, Kartell, Artemide, Boffi, Luceplan, Alias, Moroso, Molteni, Azucena e altri ancora sono sulla scena internazionale e nei musei di ogni continente da diversi decenni. Con un ritorno clamoroso di brand come B&B e Flos in uno stand di 4mila metri quadrati a seguito dell’operazione condotta da Flos e da una private equity che ha creato il brand unico Design Holding.

 

Riedizioni e stilisti

Grande attesa all’estero per le novità hi tech e di design di Euroluce con il brand storico Martinelli Luce che riedita la celebre lampada di Gae Aulenti, Pipistrello, realizzata 50 anni fa, ultra hi tech, attualissima. Un must insieme a Up di Gaetano Pesce per B&B, celebre serie di imbottiti, apparsi in tanti film…Kartell, mitico brand di creatività incessante, per i 50 anni dei Componibili, piccoli mobili di plastica (invenzione Kartell degli anni 60) li presenta in versione barattolo Campbell Soup,in stile Andy Warhol. Cappellini –di suprema snobberia – mantiene fede alla sua storia con la S-Chair creata da Tom Dixon alla fine degli anni 80. Naturalmente le riedizioni sono in mostra insieme alle tante novità, tante, mai come quest’anno. Quasi tutti i grandi nomi infine celebrano i 100 anni della fondazione della Bauhaus e, fra tutti, Porro presenta un’interpretazone delle celebre poltrona Utrecht di Gerrit Rieteld del 1935. A conferma che l’industrial design costruito con tecnologia e invenzione è sempre attualissimo. Impossibile, infine, ignorare un filone nato in Italia: i mobili per l’abitazione di massimo lusso, disegnati dagli stilisti. E qui un nome italiano fra tutti per l’unicità delle lavorazioni: Luxury Living Group che fabbrica per: Bugatti, Bentley, Fendi, Trussardi…Per conto loro e con eccezionali proposte arrivano Hermès, Baccarat, Louis Vuitton, Atelier Biagetti. Su tutti, ad occupare spazi, alberghi, e interviste i visitatori provenienti dalla Cina, oltre 34mila nel 2018 e sicuramente molti di più alla fine dell’edizione 2019. I visitatori in totale si attestano con costanti aumenti intorno ai 550mila unità sommando quelli della Fiera e quelli del Fuori Salone con un ritorno di miliardi per l’economia italiana e per quella della città e della Lombardia in continua ascesa.

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