Non se ne è accorto nessuno che in quella discoteca non c’era nessuna telecamera?

 

 

Ma come? Non se n’è accorto nessuno? Tutti a deplorare e spargere lacrime e indignazione sui ragazzi massacrati nella calca della discoteca di Corinaldo (AN) e nessuno che abbia e si sia posto una primaria fondamentale domanda: e le telecamere? Nemmeno una. Da non crederci. Possibile che non ce ne fosse una che una né dentro né fuori? Eppure oggi basta entrare in un qualsiasi buco di bar e si è sotto l’occhio vigile di qualche telecamera, magari IP cioè collegata via Internet alle Forze dell’Ordine, alla centrale di videosorveglianza…. No, quegli irresponsabili (per non dir di peggio) dei proprietari e dei gestori della discoteca (tra l’altro, orrenda, lercia, palesemente trascurata in tutto, fuori e dentro) non avevano installato nessun sistema di videosorveglianza, che oggi è assolutamente necessario per gestire con una certa tranquillità -si fa per dire-qualsivoglia spazio esterno e interno aperto pubblico in qualsiasi posto. Non solo, ma le Forze dell’Ordine che avevano avuto con i proprietari e i gestori “contatti” legati a gravi violazioni delle norme di sicurezza, non avevano imposto né consigliato l’installazione di telecamere. Abbiamo guardato le immagini sfocate e bruttine degli smartphone e ci siamo chiesti: qualcuno prima o poi pubblicherà video e foto provenienti da sistemi professionali cioè telecamere installate sul posto. Niente di niente. Con il passare dei giorni tanti lacrimevoli servizi grondanti dolore e indignazione ma che nessuno sui giornali si sia chiesto come mai quei fetenti dei proprietari e dei gestori non avevano investito poche centinaia di euro per avere un minimo di videocontrollo. Tanto più che la discoteca -parola eccessiva per una scatola malmessa come quella- era rimasta chiusa proprio per ragioni di pubblica sicurezza. E alla riapertura nessuno aveva pensato di installare anche una telecamera all’entrata per esempio. Qualcuno ha avanzato una spiegazione non del tutto peregrina...Le telecamere possono infatti diventare “pericolose”  poiché potrebbero conservare tracce di eventi illeciti, di movimenti contrari all’ordine pubblico che si sono svolti dentro e fuori il locale. Diventare cioè testimoni di traffici che -senza ipocrisia- spesso integrano lautamente gli introiti “legali” collegati alla normale attività di entertainment di una discoteca. E adesso, come mai nessuno del SILB, Associazione Italiana Locali da Ballo si è posto la domanda che ci siamo posti noi? Eppure basta fare come hanno fatto i n.1 in Europa dei professionisti di questo settore, i proprietari e gestori di discoteche e locali da ballo dell’Emilia Romagna che hanno provveduto a rendere gli spazi interni ed esterni dei loro locali sicuri e ben controllati adottando -oltre ad altre misure di sicurezza- sistemi di videosorveglianza IP aggiornati e ben funzionanti.

Share Button

Lascia un commento