Nostalgia di Zaha, grande architetto, grande donna

Lo studio di Zaha Hadid sta progettando uno dei sogni della straordinaria donna-architetto morta troppo presto, una serie di grandiosi interventi urbani per il più importante centro finanziario di Shenzhen con una vista strepitosa sulla baia. Che diventerà uno dei simboli dell’architettura della bellissima città cinese, diventata un centro culturale e modaiolo tra i più dinamici dell’Asia. Si tratta di un corpo organicamente costituito da due ceppi “arborei” che si alzano da una sterminata “radice” fuori terra e sottoterra a segnare una presenza ricca di verde, di spazi di incontro e vita, di armoniose curve che ricordano lo snodarsi delle ziggurat sumere pur differendo nello snodarsi delle forme, quelle squadrate della più famosa ziggurat, quella di Ur. Ma unite da un pensiero originario perché il significato del termine sumero è “casa dalle fondamenta imponenti”. Ecco infatti, qui nel progetto di Shenzhen, le fondamenta, le radici che Zaha cercava di riprodurre, di ritrovare nelle sue avveniristiche e ormai simboliche architetture. La coppia di Shenzhen raggiungerà i 400 metri e avrà un podio a più piani composto da una serie di terrazze sinuose, con giardini acquaponici. Ovunque spazi aperti al pubblico. “Collegandosi direttamente con il suo parco adiacente e le piazze che si trasformano in un paesaggio terrazzato che si estende verso l’alto all’interno delle sue due torri, il progetto invita il pubblico nel cuore dell’edificio”, ha detto lo studio Zaha Hadid Architects. La Torre C è stata la voce vincente di una competizione segreta e farà parte di un gruppo di edifici per uffici aziendali nella base del Super Headquarter della baia di Shenzhen, che al termine ospiterà circa 300.000 persone. Il gigantesco progetto prevede il ricorso incondizionato, “assoluto” a soluzioni ecocompatibili, ma al tempo stesso emozionanti per la bellezza delle tecnologie soft che da strumenti diventano scenari mozzafiato. (Foto di Brick Visual)

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