PETIZIONE PER L’EXPORT, PER LE PMI ITALIANE!

OSPITO MOLTO MOLTO VOLENTIERI, SOTTOSCRIVENDOLA IN TOTO, QUESTA PETIZIONE IN FAVORE DELLE NOSTRE PICCOLE E MEDIE AZIENDE CHE COSTITUISCONO LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DI UN “TESORO” GIGANTESCO: I TANTI AVANZI POSITIVI DEI DIVERSI COMPARTI DELLE ESPORTAZIONI ITALIANE.

L’export per l’Italia costituisce una leva vitale per il fiorire delle imprese e un’ occupazione professionale di profilo con la dovuta attenzione ai giovani.

La concorrenza internazionale è fortissima e quindi vi è l’esigenza di seguire le PMI, parte preponderante del nostro tessuto produttivo e del successo all’estero, con la massima attenzione dotandole di tutti gli strumenti necessari per sostenere il loro sviluppo e continuare la tradizione di affermazione sullo scacchiere mondiale.

Al nostro paese si richiede finalmente una vision e di un piano di lungo periodo per uscire dalle secche di un’economia soffocata da una burocrazia mortale e dalla riconversione di sussidi e mance rivolti a iniziative al meglio inutili, al peggio dannose.

Alla sottocapitalizzazione delle PMI e a un’imprenditoria che fatica sempre più a sopravvivere di fronte alle devastanti conseguenze della pandemia è indispensabile fornire da subito strumenti per la gestione economico finanziaria, gli studi dei mercati e l’innovazione. Le tre aree di interesse sono parimenti importanti e non subordinabili a una classifica a punti così come una politica dilettante e incapace potrebbe ingiustificatamente pensare.

La petizione degli Export Manager è nella giusta direzione e merita considerazione e sostegno.

Antonio Guerrini

Bologna, 4 gennaio 202

PETIZIONE PER L’EXPORT

Petizione alla Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione per la presa in esame di strumenti di incentivazione delle best practice di Pianificazione e Controllo delle Piccole e Medie Imprese italiane

Negli ultimi anni tutte le imprese hanno sperimentato un cambiamento radicale dello scenario competitivo. Per molte di esse, l’aggravarsi della situazione economica della domanda e il mutamento dell’ambiente in generale determinano la necessità di un ripensamento e di un ri-orientamento strategico complessivo.

L’innovazione – trainata da maggiori investimenti in ricerca e sviluppo e dalla realizzazione di ecosistemi competitivi – è sicuramente uno degli obiettivi primari che la politica e l’industria italiana deve porsi. Tale strategia rischia peraltro di coinvolgere solo marginalmente le piccole e medie imprese (PMI).

Anche l’acquisizione di maggiori competenze nell’uso di strumenti digitali può non essere sufficiente per affrontare con successo la sfida dell’internazionalizzazione. Un altro limite, ampiamente riconosciuto nella PMI, è quello dello scarso utilizzo di strumenti di pianificazione e controllo. Tale limite appare particolarmente evidente quando l’impresa deve affrontare i mercati esteri. In questi casi, disporre di un piano export consente molto spesso di evitare errori strategici e di marketing e facilita, al contempo, l’individuazione degli errori commessi, creando le premesse per il loro superamento. Attendere che il limite citato venga superato con la crescita dimensionale dell’impresa non è coerente con la necessità immediata di un crescente contributo delle PMI al sostegno dell’export italiano, risorsa fondamentale, insieme al turismo, per consentire all’Italia di sostenere, nei prossimi anni, l’enorme fardello del debito pubblico.

Sostenere l’internazionalizzazione d’impresa, in ogni sua forma, e aumentare nel breve periodo il numero di PMI in grado di operare con successo sui mercati esteri dovrebbe essere uno degli obiettivi prioritari del programma di rilancio dell’economia italiana. In questo caso, la strada maestra è quella di incentivare le PMI ad accedere a competenze esterne in grado di supportarle in una veloce crescita internazionale attraverso l’utilizzo anche di best practice di pianificazione e controllo.

Auspichiamo, quindi, uno strumento agile di finanziamento a fondo perduto di quota parte dei costi sostenuti dalle PMI per lo sviluppo di piani di export, di marketing e per la loro implementazione operativa. L’agevolazione consentirebbe alle imprese, da un lato, di definire strategie e azioni coerenti con le attuali potenzialità e necessità competitive e, dall’altro, di acquisire maggiori capacità di pianificazione e operative, necessarie al loro consolidamento sui mercati esteri.

FIRMA LA PETIZIONE: https:petizione-export.vicem.it

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