SOPRAVVIVERE SOTTO LA NEVE, SOTTO ZERO

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80 anni lei, 84 lui, isolati, in una vecchia casa di un paesino del teramese, -come ha documentato un servizio della RAI sul gelido gennaio 2017 nelle zone terremotate e innevate dell’Abruzzo- ma sani e salvi. E alla domanda della cronista arrivata con un gruppo di soccorritori lui risponde: “No, grazie, non abbiamo bisogno di niente, ci manca la luce, è vero, ma abbiamo tutto, venite, venite” e andava offrendo da bere ai soccorritori davanti ad un caminetto acceso. I due nonni vigorosi e allegri mostravano più di qualsiasi lezione di survival come ci si comporta prima, durante e dopo i disastri climatici del grande freddo. Da soli. Ascoltando i consigli di queste persone abbiamo voluto ricordare e stilare un rapido manuale per sopravvivere con una prevenzione organizzata, nemmeno tanto costosa né impegnativa, nei peggiori periodi di isolamento in montagna. Soprattutto incentrata sull’alimentazione oltre che, naturalmente, sulla protezione dal freddo.

1-Proteggere l’energia-Pile e batterie vanno tenute in contenitori sottovuoto (la pompa domestica per creare il sottovuoto costa intorno ai 40 euro e serve anche per mantenere perfettamente il cibo molto molto a lungo). Le batterie per cellulari devono essere cariche, perfettamente, con relativo caricatore portatile in grado di ricaricare uno smartphone 5-7 volte. E poi uno o due ricaricatori solari. I prezzi: 15-30 euro. Candele, fiammiferi e accendini varii: sempre disponibili in cucina, in giro per la casa e all’esterno ma assolutamente visibili nel buio più buio grazie a qualche striscetta fosforescente-fluorescente. E un riserva asciuttissima in sacchetti sottovuoto. Bombole: non utili ma necessarie per i fornelli purchè non siano lontane (altrimenti irraggiungibili con due metri di neve) e possibilmente protette per evitare che un clima molto molto rigido impedisca la gassificazione utile a mantenere acceso il fornello. Il gas non gela mai, è vero, ma l’unico che resiste a -40 gradi circa è il propano: ergo la bombola, che ha di solito un mix di butano e propano, dovrà avere una percentuali di propano molto alta. Generatori autonomi di corrente sì ma a corrente alternata, a benzina (il costo dipende dalla potenza).

2-Vedere nel buio-Gradini, porte, maniglie, corrimano, mobili,: tutto ciò che occorre raggiungere, toccare, tutto ciò che occorre vedere nel buio va sottolineato da strisce fluorescenti e fosforescenti adesive che costano pochissimo. Al buio diventano luminose e indicano, segnalano percorsi, mobili, ostacoli per muoversi senza rischi. Fondamentali in cucina dove occorre vedere bene i fuochi, le stoviglie, i cassetti, le pentole…

3-In cucina, niente luce, niente gas metano?-Una stufona-cucina a legna offre una grande superficie per cucinare e il forno fantastico, con la sua caldaietta che ha sempre acqua calda; va sistemata al centro della cucina così non disperde calore dalla parete. Una pentola a pressione, una caffettiera a pistone (30 Euro) e una moka. In alternativa alla stufa, un caminetto a impianto che distribuisce il calore tramite tubazioni, installato al centro dell’ambiente (costoso, intorno ai 1500-2mila euro). Per evitare qualsiasi fatica: il passaverdure a mano di Moulinex (18 euro), le grattugie per qualsiasi verdura e una bilancia meccanica. Per cucinare se c’è poca legna, un barbecue portatile. O un camping-gaz, portatilissimo, meglio se due (qualche decina di euro, eterni, c’è pure il barbecue pieghevole).

4-Strumenti fondamentali: coltellino svizzero, apriscatole, apribottiglie, soprattutto quelli per persone con problemi alle mani: serviranno a tutti, risparmiano fatica. Tutto ciò che serve per il fai-da-te riunito in un unico contenitore. Badili, zappe, sale senza cloruro di sodio per evitare corrosioni.

5-La luce senza luce-Lo hanno dichiarato tutti, in situazioni di emergenza e isolamento il buio è la condizione più difficile da sopportare. Tenere a disposizione alcune lanterne a gas che aiuteranno, insieme alle candele, a cucinare, lavare e muoversi in sicurezza.

6-Niente congelatore, è a rischio black-out e perdere il carico causa un danno economico notevole, oltre al fatto che i cibi scongelati richiedono una rapida e assai faticosa eliminazione.

7-Frigo a gas, piccoli (circa 100 euro) tanto la neve e il ghiaccio conservano meglio. Possibilmente tutto imbustato in contenitori sottovuoto con molti alimenti tritati, marinati, affettati, insomma già pronti per essere cucinati. O cotti, come le verdure.

8-Le provviste che non vanno né in frigo né sottozero fuori casa, ponetele in alto (lontano da animaletti varii), superprotette, sottovuoto.

9-Per situazioni estreme. Diversi kit di sopravvivenza con razioni contabilizzate per avere calorie e sostanze utili a resistere a lungo.

10-L’acqua?-Il ghiaccio e la neve si possono bere in condizioni estreme (mancano del tutto i sali minerali) o per zuppe e come acqua di cottura con aggiunta del sale. Altrimenti è bene avere grandi provviste di acqua potabile del rubinetto. Utile soprattutto quando le tubazioni dell’acquedotto si gelano e si rompono. Avete dubbi sulla qualità dell’acqua daneve o da ghiaccio ? Bollitela e aggiungete un po’ di sale.

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