Spunta un fiore in cucina

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In Inghilterra e negli Stati Uniti si chiama Kitchen Gardening, in Francia Potager Cuisine. Da noi l’Orto in Cucina. Non una nuova moda ma “la” moda più diffusa tra i Fundis, i Fundamentalisten dell’ecologia, come in Germania chiamano i verdi accaniti. Una moda a metà tra hi-tech e natura che si diffonde a macchia d’olio a livello mondiale anche tra chi Fundis non è, tra casalinghe, bambinetti, chef e manager e che sta diventando un modo economico per migliorare la dieta della famiglia. Questa tendenza si basa sul connubio tra IoT (Internet of Things), Intelligenza Artificiale, design e prezzemolino, insalata, broccoli e, infine, la Nasa. Si tratta di veri e propri nuovi elettrodomestici. Un insieme di sensori ultrasofisticati, di acqua “nutriente”, fertilizzanti naturali, terreno, capsulette e Led che fa crescere in poche settimane basilico, insalata, sedano, maggiorana e qualsiasi altra pianta aromatica e anche gli ortaggi. Dove? In un piccolo spazio, una cassettina ben disegnata, collegata ad una qualsiasi presa elettrica, con un’asta dotata di Led-solari che imitano così bene la luce del sole da creare una perfetta fotosintesi clorofilliana. L’assistente virtuale dotato -ovviamente- di Intelligenza Artificiale, fa domande o dà risposte da esperto coltivatore (“Vuoi che l’instalatina novella si rinsecchisca? Non c’è più acqua”. Oppure “Si, il basilico per il pesto c’è”).

E la pianta, chi la pianta?
Ad annaffiare ci pensa sempre tutta questa intelligenza sparsa e in alcuni Potager Cuisine il terreno manda -in emergenza- il messaggio via smartphone “Aiuto, ho sete e mi manca il potassio”. Ma in linea di massima ci pensa il sensore nel terreno a scatenare la pompetta idrica per dare giusto l’acqua che serve senza sprechi. Si, ma la pianta chi la pianta? No, non è una pianta la genesi di questo coltivatore diretto smart, bensì una serie di capsuline, con semini non OGM e di conseguenza vitalissimi, di diverse erbe aromatiche o di verdura. Avete presente il basilico OGM che compriamo al super e in tre giorni schiatta marcendo malamente? Questo delle capsuline non non fa parte delle sementi semisterili fornite dalle multinazionali perché come le altre centinaia di sementi di questi Kitchen Garden smart è del tutto naturale. Coltivate in un substrato spesso in acqua -si tratta quasi sempre di coltivazioni idroponiche-arricchito da concimi organici, senza mai vedere una goccia di antiparassitari velenosi, le piantine crescono bene e molto rapidamente grazie all’alternanza del giorno e della notte creata dai Led e gestita, come tutto il meccanismo dell’Orto in Cucina, dal computer di bordo. E a disposizione immediata di chi cucina.

Piccoli e grandi, da incasso

Ma per gli chef e per le famiglie che vogliono poter contare su grandi provviste di verdure e erbe aromatiche tutto l’anno (le capsule si esauriscono e si possono sostituire) ecco i gli…orto-mobili- della cucina, di Urban Cultivator e di Vegidair, da incasso, con misure modulari come quelle dei componibili della cucina. Si collegano all’impianto idrico o se questo non è possibile, hanno a corredo un serbatoio per l’acqua. Il raccolto diventa piuttosto consistente sino a raggiungere per esempio, i 20 kg circa di insalata per Vegidair. Quasi tutti questi apparecchi, grandi o mini sono contriollabili dallo smartphone; Hui!, spagnolo, supportato dal crowdfunding ha l’assistente vocale a Intelligenza Artificiale in grado di sostenere un colloquio per informare o ricevere indicazioni sulle condizioni meteo locali, su come stanno crescendo le piante e consiglia gli ortaggi e le erbe aromatiche più indicate per la propria dieta, anche quella a basso tenore di sodio. Ha il WiFi integrato che indica dove è meglio sistemare il vaso o i vasi.

Dalla Nasa alla Tavola
E’ stata la Nasa a perfezionare la coltivazione idroponica per gli astronauti, ricorrendo all’illuminazione notte-giorno grazie ai Led (che non creano calore e consumano molto molto poco) per assicurare anche nello spazio un’alimentazione sana e saporita. La prima azienda a sviluppare industrialmente questo sistema è la americana Aerogarden della AeroGrow International quotata in Borsa. Ogni anno le vendite crescono a due cifre, con ordini di diversi milioni di apparecchi all’anno. Ma è in Francia che sono nate una serie di start up che hanno progettato e realizzato numerosi nuovi e più avanzati modelli, con dimensioni molto compatte e provviste di connessioni Internet. Queste start up fanno parte di French Tech, una selezionata associazione di piccole società che applicando le tecnologie digitali più avanzate costituiscono un serbatoio di idee molto originali.
Dove acquistare?
Come e dove acquistare un piccolo o grande orto smart? Su Amazon al momento, nel resto dell’Europa è possibile trovarlo nei grandi store di elettrodomestici, nelle catene di supermercati alimentari e con un successo che si va allargando a macchia d’olio. Persino Bloomingdal’s, Fnac, Boulanger riservano spazi crescenti a questi orti da cucina che possono cambiare in meglio qualsiasi dieta, evitare sprechi e spese inutili poiché forniscono erbe aromatiche, ortaggi e anche piccoli frutti freschissimi, senza OGM, senza pesticidi, senza veleni. E’ vero che si tratta di un procedimento artificiale, di substrati di sintesi ma realizzati con materiali naturali e di una luce che non è quella solare. A meno che i vasi non siano posti davanti a una finestra e allora il computer sa cosa deve fare, calcolare cioè quale e quanta luce deve fornire per realizzare la corretta fotosintesi clorofilliana. La crescita esponenziale di questi piccoli gioielli dell’hi tech aiuta sicuramente le diete povere di sapori e di verdura senza richiedere tempo e denaro per la coltivazione. Il prezzo medio oscilla in effetti intorno ai 100-200 Euro e le capsule costano da 5 a 18 euro secondo la grandezza.

Hui!, assistente giardiniere smart, a Intelligenza Artificiale in grado dialogare con l’utente per ottenere i migliori risultati di coltivazione e per fornire informazioni utili.

Miracle-Gro, da 6 capsule, con lampada Led da 20 Watt, display per la gestione delle piante; la luce blu indica che occorre aumentare i nutrienti naturali.

Prêt-à-Porter, Lilo, per allevare champignons ma anche piante in 3 vasi su base flottante e gestita da computer.

Urban Cultivator, mobile da incasso per l’orto smart in cucina, con 8 varietà, collegabile all’impianto idrico della cucina o alimentabile con serbatoio autonomo. Il display fornisce informazioni sul funzionamento e sui parametri. Da 250 Euro in su.

Vegidair, mobile da incasso o free standing per coltivare 16 varietà, finanziato da crowdfunding Kichstarter, può fornire sino a 20 kg di insalatina all’anno; Sul display è possibile leggere indicazioni, allarmi, news.

Tregren, Herbie e Genie, piccoli orti smart per mini cucine, con la possibilità di coltivare anche fiori partendo dai semi non OGM.

Smart Copper, contenitore per 4 cpasule in grani, in grado di dare un primo raccolto dopo sole 2 settimane; i sensori controllano crescita, luce, nutrienti e acqua. Euro 200.

Platui, compatto e elegante orto smart, superpremiato per il design, da 3 o da 6 piante anche per fiori e ortaggi; il pc riconosce il numero di distanziatori e regola di conseguenza l’erogazione della luce e dell’acqua.

AeroGrow International, Aerogarden, il primo kitchen garden, nato anni fa da un apparecchio Nasa; ogni pianta è dotata di una spugna biodegradabile che contiene i semi. Una volta germogliati si aggiunge acqua e nutrienti e in 5 settimane viene pronto tutto. A partire da 200 Euro.

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