Una truffa di decine di miliardi di euro dietro le etichette energetiche bugiarde

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Adesso davvero basta, a nome dei consumatori beffati e truffati. Basta con le bugie della Commissione Europea che non vuole affrontare il problema delle balle scritte sulle etichette energetiche di molti elettrodomestici e di quasi tutte le lampadine (per non parlare dei tv). E basta con le bugie diplomatiche del Ceced (“per carità non solleviamo polemiche inutili, è un problema generalizzato”), con i rivenditori che fanno finta di niente (“ma a noi sa, non interessa una A in più o in meno”), con le riviste tecniche -quelle rimaste- cieche, mute e sorde (“se scriviamo certe cose sai ci tolgono la pubblicità”. Avendola…). Qualcuna di queste riviste conserva una sua dignità di mezzo di comunicazione equidistante, ma che fatica a trovare qualche cenno su un argomento molto importante per le tasche di tutti noi, per chi fa fatica a sbarcare il lunario. E cioè quello che la Commissione Europea ha definito con un eufemismo “Risparmio energetico sovrastimato”. Le aziende che forniscono ogni volta i prototipi dei nuovi elettrodomestici con relativa autocertificazioner agli organismi tecnici per poi dichiarare –sempre come autocertificazione- la classe energetica di appartenenza, barano, quasi tutte. Approfittando di una tolleranza del 10% ammessa dalle normative tecniche ma in realtà superata a causa di materiali, isolamenti, motori e dispositivi scadenti, apparecchi con prestazioni e consumi ben più bassi, possono fregiarsi di etichette non meritate. E di essere venduti a prezzi più alti di quelli che dovrebbero costare. L’unico dei giornaloni nazionali a scriverne in modo chiaro e ampio, è stata la Repubblica, che cita i pesanti commenti di Legambiente: “Di fatto questa pratica ingannevole fa aumentare di circa 2 miliardi di euro l’anno le bollette dei consumatori europei”. 2 miliardi per 15 anni di vita del sistema delle etichette energetica…. Fate voi i conti, lettori. “Sarebbero bastati e basterebbero controlli sia in sede nazionale per ogni paese della Ue sia in sede comunitaria, a campione, su apparecchi prelevati a caso nei negozi-dichiara molto irritata l’on. Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe-per far risparmiare un sacco di soldi alle famiglie e all’ambiente enormi quantità di gas a effetto serra”.

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