Incompetenza e speculazioni, così la finanza può distruggere il made in Italy

24/11/21 - 3 minuti di lettura

Sbarcano in Italia, spesso incensati come salvatori della patria e delle aziende, poi svuotano pian piano le società acquistate a prezzi stracciati, quindi strillando che non sono più competitive, chiudono baracca e burattini e delocalizzano. In Cina, in Turchia, in Romania (infestata dal Covid ma fa niente…).Si, è vero, i fondi privati o private equity o venture capital, devono realizzare precisi obiettivi: guadagnare il più possibile, perdere il meno possibile, in tempi il più veloci possibile, spremendo il più possibile le aziende acquistate. Tant’è vero che quasi sempre a capo delle società acquisite mettono non bravi manager ma bravi speculatori. Nascono per questo. Ma un Paese deve difendere con robusti interventi i suoi gioielli. Questa storia della Saga Coffee è davvero troppo. La private equity Lone Star Funds chiuderà Saga Coffee, prestigiosa fabbrica del caffè made in Italy, sita a Gaggio Montano (Bo), lasciando a casa 220 dipendenti. Gaggio Montano è, per intenderci, il centro mondiale delle macchine dometiche e professionali e fa parte di Evoca Group. La storia di Evoca Group (cui appartiene Saga Coffee), dal 2015 100 per cento della private equity Usa Lone Star Funds, è una lezione di anti-economia, con disinteresse non tanto e non solo per l’etica, ma per la sana e redditizia gestione economica di attività produttive, tra l’altro eccellenti. Viene infatti dopo che oltre a Lone Star Founds, ben altre 5 private equity si sono passate di mano Evoca. SEI FINANZIARIE, UN INCREDIBILE CAROSELLO DI SPECULAZIONE, MAI DISTURBATA, MAI INTERROTTA, MAI MESSA IN STAND BY….Ora, la minaccia di chiusura e delocalizzazione ha provocato ladurissima la reazione di sindacati, politici, manager e esperti del settore. Antonio Guerrini, per oltre vent’anni è stato direttore generale dell’associazione degli apparecchi elettrodomestici e professionali, l’attuale APPLIA ITALIA, e il massimo esperto del settore ha dichiarato: “Delocalizzare le macchine professionali del caffè di Gaggio Montano in Romania e Spagna equivale a un karakiri per il nostro paese oltre che affermare che l’ItalianQuality e l’Italian Style è un nulla. L’Italia, maestra del caffè, umiliata dalle multinazionali alla ricerca costante dei minori costi. Il mondo dei professionali garantisce crescite e margini che non giustificano operazioni di questa portata. E poi si buttano risorse in reddito di cittadinanza. Si diano quei soldi al management per acquisire l’azienda o fondarne una nuova di zecca conservando un know how unico, in caso contrario desertificazione industriale e la solita cassa integrazione che sfocia poi nel nulla per le persone”. Quale è stata la motivazione di una decisione così grave? L’azienda parla di un settore “percorso da cambiamenti strutturali, legati alla forte pressione sui prezzi e all’inasprirsi dello scenario competitivo. Inoltre il gruppo soffriva, già dal 2019, di una situazione di sovraccapacità produttiva in Italia e in Europa”. Ma è vero? Per anni e anni il vending ha invece avuto un’espansione mondiale e addirittura in un periodo così pesante come questo, secondo le dichiarazioni ufficiali di Confida, l’associazione di categoria, è proprio il comparto delle macchine vending del caffè a mettere a segno tra gennaio e agosto 2021 la ripresa più forte con un +12,13 per cento contro una media dell’intero settore del 9,21 per cento. Cosa succederà a Saga Coffee? La regione Emilia Romagna ha comunicato che un imprenditore affidabile, italiano (meno male che non è americano) ha avanzato un’offerta risolutiva. Tra 10 gorni si saprà se andrà in porto.

Condividi su
Newsletter