LE OPERAZIONI MILITARI IN DONBASS AL 18 MARZO 2022

CONTINUIAMO A PUBBLICARE SENZA COMMENTARLI I REPORT CHE CI ARRIVANO DAL FRONTE RUSSO-UCRAINO. A INVIARCELI NON E’ PIU’ FLAVIO PAGANI (HA DOVUTO RAPIDAMENTE RIENTRARE IN ITALIA) MA UN COLLEGA CHE DESIDERA CONSERVARE L’ANONIMATO.

L’operazione militare russa iniziata il 24 febbraio ha visto un attacco inziale su oltre 2.000 chilometri di fronte, da Chernobil sul confine Bielorusso alla Crimea sviluppandosi su molteplici assi.

Sommariamente possiamo identificarli nel fronte di Kiev (20.000 uomini a ovest e 20.000 a est) fronte di Sumy-Kharkov (60.000 uomini) fronte del Donbass (50.000 uomini delle milizie del Donbass più 20.000 regolari russi) e fronte dalla Crimea con 10.000 diretti verso Melitopol-Mariupol ad Est e 10.000 diretti ad ovest verso Kherson.

Nei primi giorni di combattimento le forze del fronte sud hanno conquistato rapidamente la citta di Kherson in direzione Odessa assicurandosi ponti sul fiume Dnepr e nella opposta direzione, quella di Mariupol, la città Melitopol e l’importante porto di Berdiansk senza incontrare particolare resistenza.

Raggiunta la periferia di Mariupol le esigue forze russe si sono attestate in attesa di rinforzi e dopo l’ accerchiamento completato dalle forze proveniente dalle milizie della Repubblica Popolare di Donetsk, da due settimane è cominciato l’assedio.

Questa battaglia si sta rivelando particolarmente cruenta con combattimenti casa per casa, con i civili presi dalla morsa delle reciproche accuse d’impedire lo sgombero attraverso i cordoni umanitari. A proposito di questi bisogna dire che da quando ampie zone delle citta sono cadute sotto controllo russo si sono aperti corridoi di sgombero dei civili, senza concordarli con gli ucraini, sia verso Zaporizia e Dnipro, zone ucraine, sia verso Rostov in Russia.

Ad un’offerta di sgombero incondizionato delle truppe ucraine verso l ‘ucraina stessa e’ stato risposto negativamente da Kiev, con un appello delle milizie del Reggimento Azov di fare pervenire rinforzi, cosa che ha visto una risposta negativa dello stesso esercito ucraino, visto l’ormai vasto arretramento, ritirate e perdite delle stesse nella zona del Donbass, che non vede più di 60.000 uomini dell’esercito regolare ucraino contro 125.000 iniziali.

Negli ultimi giorni sono intervenute direttamente le truppe russe tra cui una brigata di paracadutisti, che ha visto il loro comodante, un generale, cadere in combattimento e le brigate della Rosguardia (Guardia Nazionale Russa) in cui sono inquadrate le truppe degli stati federali come quelle cecene.

Quest’ultime intervenute con oltre 5.000 uomini si sono impegnate direttamente contro il Reggimento Azov asserragliato in un vasto stabilmente metallurgico, l’Azvostal, il piu grande d’Europa.

In mattinata un comunicato del governo di Kiev segnalava che l’Ucraina ha perso ogni accesso al mare d’Azov, segnalando l’ormai inevitabile sconfitta nella zona.

Considerazioni generali sull’operazione militare russa in Ucraina: le forze russe ed alleate hanno il controllo completo di 3 provincie, Lugansk, Donetz, Kherson, occupano gran parte di quella di Zaporizia, significativo controllo su quelle di Kharkiv, Sumy, Cherniv, Kiev e una forte progressione in quella di Mykolaiv e presenza in quella di Poltava con un controllo territoriale di 150.000 km2, la metà dell’Italia.

Hanno aggirato tutte le citta principali che hanno offerto resistenza, aumentando le truppe fino ha 180.000 uomini, più un numero imprecisato dela Rosgurdia che si occupa di controllo del territorio conquistato, ma con questi numeri non si pensa che possano dare l’ assalto alle citta.

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