L’Italia vince nelle fasce alte del mercato. Ma può vincere anche nelle altre.

LA COMPETIZIONE INTERNAZIONALE DEL SISTEMA CASA

Antonio Guerrini, a lungo ai vertici dell’associazione confindustriale che riunisce le aziende della tecnologia domestica e uno dei massimi esperti della internazionalizzazione di questi comparti, è intervenuto su Linkedin a proposito della posizione e delle opportunità del made in Italy del Sistema Casa. Ecco, di seguito, il suo intervento, al quale rispondiamo peraltro che dobbiamo comunque allargare l’area di influencer del nostro paese sullo stile di vita, di abitare, di vestirsi, di innovare, dalle fasce alte dei mercati mondiali a quelle medie. Perché ne abbiamo la possibilità. Siamo, senza saperlo forse, competitivi anche per chi non può permettersi cifre stratosferiche…Posso dire una cosa cattivissima? Beh, sulla fascia media e medio bassa, con l’eccezione dell’Italia, il resto è una schifezza. Così, se i consumatori alla ricerca della bellezza e dell’innovazione, rimangono delusi, scelgono spesso e malvolentieri sulla base del prezzo.


Dall’elaborazione di Studiabo sull’andamento mondiale del Sistema Casa e del Sistema moda si dimostra un’esplosione di interesse verso il Sistema Casa che ha superato i valori pre-crisi. Anche il Sistema Moda mostra ricrescita ma molto moderato.

Ciò che in effetti interessa il nostro paese è il suo collocamento nel commercio internazionale in particolar modo nella fascia premium dove gli italiani collocano la propria offerta esclusiva.

Come ben rappresentato la Fascia Medio Alta e la Fascia Alta  conquistano spazi sempre più importanti. La domanda è: L’Italia riesce a reggere il confronto con i paesi concorrenti?

Abbiamo una crescita impetuosa della Cina e altri paesi ormai ci sopravanzano decisamente. Impietoso è il paragone anno 2008  – anno 2021 dove si registra una caduta verticale della quota di esportazioni dal 14,9% al 5,0%.

Personalmente penso che l’analisi della nostra offerta e competitività andrebbe approfondita. Infatti, a fronte di un’esplosione della domanda, gli italiani dove sono concentrati? La nostra produzione è di per se stessa esclusiva e costosa e quindi non è affatto detto che si siano perse quote di competitività e penetrazione nella fascia alta che andrebbe altrimenti ben modulata. Altro fatto da considerare è che la nostra capacità produttiva è focalizzata sul “su misura” e quindi non può, ma sottolineo, non deve competere con i cinesi nella banalizzazione dei concetti. Un paragone facile Ferrari mantiene leadership mondiale per qualità eccellente e numeri limitati. Per essere esclusivi è necessario pensare in termini esclusivi e non farsi trascinare nel gioco al ribasso. Lasciamo i grandi numeri agli altri e concentriamoci sul bellissimo con premium price ad alto margine di contribuzione. E’ altrettanto vero che a fronte di una domanda mondiale forte è più che opportuno riattrezzarsi per non perdere opportunità ma questo significa investimenti – noi soffriamo della sottocapitalizzazione delle pmi – e politica industriale che in questo paese continua a essere il fanalino di coda.

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