Perché la guerra russo-ucraina e le sanzioni affameranno il terzo mondo e scateneranno rivolte

Una prospettiva terribile, una minaccia mondiale e la fine della crescita in tutti i continenti. Ma quello che le istituzioni pubbliche e private internazionali temono sono le gigantesche rivolte sociali che sconvolgeranno il terzo mondo e non soltanto questo. Sono le conseguenze dell’enorme buco alimentare che la guerra russo-ucraina, le sanzioni e l’enorme traffico delle armi della Nato, denunciato dalla stampa americana, stanno causando nel pianeta. La Russia è il primo esportatore di grano al mondo, l’Ucraina il quinto e quello che è terribile è che la grande totalità delle loro vendite si dirige verso i paesi più poveri e in preda a guerre e invasioni. Da decenni i paesi poveri stanno diventano poverissimi come l’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, e molti altri paesi, in Africa, Sud America e Asia, perché l’”arrivo” degli americani con i loro alleati Nato, gabellato come missione per portare la democrazia, ne ha distrutto l’economia, portato droga, armi, corruzione. E, soprattutto, ha fatto dilagare in tutta l’Asia, il Medio Oriente, l’Africa e l’Europa, il terrorismo islamista, l’Isis, il Daesh, e tutte le formazioni di banditi nutriti dai petrodollari degli alleati degli americani e dalle armi fornite dal grande mercato mondiale degli armamenti (gestito dalle 10 maggiori società Usa e inglesi). Questo mercato ora è fiorentissimi in Ucraina e nei paesi intorno tramite la rivendita che ne stanno facendo, grazie alla corruzione locale e centrale, alcuni, noti, loschi “combattenti” e “patrioti”, in trattative con banditi e terroristi. Mancherà nei prossimi mesi e anni oltre il 30 per cento dei cereali che venivano importati dai paesi poveri e instabili; i vertici segreti della Nato e dei paesi più ricchi (proprio quelli che hanno scatenato gli attuali disastri) lo sanno, ma se ne sono accorti troppo tardi. Hanno calcolato che saranno oltre 50 i paesi che entreranno in una crisi alimentare spaventosa che avrà conseguenze sociali altrettanti spaventose. Alcuni di questi paesi, i più popolosi come l’ìEgitto e le aree del nord Africa per esempio, dipendono addirittura dai rifornimenti russi e ucraini per il 60-70 per cento. Le sanzioni e la guerra stanno bloccando sia la coltivazione dei campi sia i trasporti. Chi, dalla fine dell’Urss, ha cominciato a “giocare” con armi, provocazioni  invasioni, accerchiamenti politiche e militari, pensando di conquistare i nuovi mercati dell’Est e dell’Asia, ha invece fatto arretrare il mondo verso pericolose vigilie di guerre e di sconvolgimenti continentali.

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