Se ne è andato Albino Sonato, un protagonista della modernità

Se ne è andato uno dei grandi protagonisti del cambiamento del mercato italiano della tecnologia domestica: Albino Sonato, imprenditore, presidente per vent’anni di Euronics Italia, a lungo di Euronics International che ha co- fondato nel 1990 e di Aires, l’Associazione dei retailer specializzati. Ma Albino Sonato non era solo questo, non ha soltanto rivestito incarichi istituzionali e associativi di rilievo. Albino è stato, insieme a tanti altri suoi “colleghi” come Carlo Alberto Lasagna a lungo presidente Expert Italia e Ilario Galimberti (ci scusiamo con tanti altri per le omissioni), un appassionato imprenditore che credeva nel ruolo del progresso tecnologico come motore per il paese, per le famiglie, per il mondo del trade. Credeva che il progresso e l’innovazione avrebbero creato, come è accaduto, posti di lavoro, distribuito ricchezza e soprattutto –come ci teneva a sottolineare- aiutato le donne a emanciparsi dal loro ruolo di domestiche famigliari. Credeva davvero in questo ruolo della tecnologia, era un entusiasta ma anche contemporaneamente un formidabile imprenditore dal fiuto sopraffino. Sempre pronto a dialogare anche polemicamente con i giornalisti, a viaggiare per conoscere le novità, a vedere, curiosare, scoprire e promuovere quello che dal boom economico del dopoguerra sino alle prime crisi degli anni 90, è stato anche il miracolo della modernizzazione della famiglia italiana passata da un mondo povero, arretrato e umiliato dalla guerra e dalla sconfitta, alla scoperta della modernità. Credeva profondamente nel ruolo insostituibile dell’impresa privata ma era sempre attento anche al suo ruolo nell’evoluzione sociale e culturale del Paese. Ha vissuto da protagonista gli anni ruggenti del trade italiano passato dalla “bottega” alle splendide show room degli anni 89, 90 e del Duemila, e anche i periodi difficili, pesanti…Credeva profondamente nel ruolo delle associazioni per fare sistema e, contemporaneamente, per decenni e decenni ha continuato a raccontarci e presentarci con intatto entusiasmo ogni nuova apertura di show room. E dfi ciascuna amava esaltare prima ancora della ricchezza dell’offerta, la bellezza del layout, i colori, le luci…Ogni volta era una festa, ogni viaggio per le fiere e per le visite alle aziende, era un’occasione non solo per….portare a casa contratti e contatti, ma anche per cogliere, con una rapidità sorprendente, dove stava andando il mondo dell’hitech. Ma era anche polemicamente e dinamicamente pronto al confronto quel tanto che a noi giornalisti serviva per realizzare ogni volta non la consueta sfilza di banalità ufficiali, ma divertite e vivacissime interviste. E anche quando si è ritirato dal un mondo che certamente non gli piaceva più, mostrava lampi di acute osservazioni. Lo aspettavo, come aveva promesso, per un’occasione “storica” per un ….”bianchista” come lui amava descriversi, il convegno che avrebbe dovuto svolgersi nel 2020, a Milano, presso la sede del Comune, dedicato alle donne e alla tecnologia. Quanto cioè la lavabiancheria e il frigo che 60 anni fa uscivano dalle nuovissime fabbriche italiane, hanno profondamente cambiato la famiglia e liberato la donna dalla schiavitù del bucato e della spesa quotidiana…. Se il Covid non avesse annullato tutto, avrebbe raccontato di quei decenni cose straotrdinariamente interessanti perché Albino Sonato amava come pochi la “modernità”, il progresso, l’innovazione.

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