Amazon attacca i competitor con negozi veri

 

 

 
E’ stata la prima importante invasione di campo nel commercio tradizionale, “fisico”, del gigante mondiale dell’ e-commerce. E non sarà l’ultima perché in tre anni ne vuole aprire 20 solo negli Stati Uniti e poi anche all’estero. Ma  in realtà è qualcosa di più di una incursione, questa di Amazon, è un cambio di strategia per fidelizzare i clienti dell’on line e per cercare e sperimentare ricette tradizionali e diversificanti a fronte di margini destinati a diminuire e a competitor come Alibaba senza freni, decisi a tutto. Amazon, come  è noto, ha di recente aperto un  negozio di alimentari di 170 mq, AmazonGo, a Seattle dove ha la sua sede, che di tradizionale ha tutto salvo il modo di pagamento. Niente casse ma solo lo smartphone con QR Code e l’App Amazone Go. E si comincia a girare e riempire il carrello; il totale verrà comunicato all’uscita ma  il pagamento sarà on line perché l’entrata è riservata –a partire dal 2017- ai clienti che hanno già un conto Amazon.

Dal food alla moda

E nei primi mesi, anzi, l’entrata nel negozio è riservata ai dipendenti della società. I punti vendita alimentari negli Stati Uniti nei prossimi 2 anni cresceranno velocemente sino a raggiungere entro 10 anni un numero da vertigine, 2mila punti vendita alimentari di prossimità. Ci sono altre formule off line, Amazone ha per esempio lanciato Fresh, un servizio di consegna a casa di prodotti freschi, presente in 17 città americane e a Londra ma piuttosto lento a espandersi; sono già operativi punti vendita di libri, ambito dal quale Amazon era partito all’inizio della sua fortunata avventura. Poi arriveranno dei pop-up stores per la tecnologia e altro ancora. Perché mai gettarsi nella mischia –peraltro presidiata da un fitto nugolo di concorrenti- del punto vendita tradizionale molto più costoso di quello virtuale? I clienti vanno fidelizzati, tentati, invitati, attratti e affascinati in mille modi, l’on line non basta, anzi…e devono essere sollecitati in modo da allargare spasmodicamente l’uso dello smartphone per esperienze di acquisto sempre più diversificate. E poi Amazon sa che il cliente che compra alimentari nel negozio tradizionale può essere “coltivato” e catturato per acquistare beni più costosi, come quelli della tecnologia e dell’abbigliamento.

Non ci sei? Amazon entra in casa per la consegna

Il lancio di Dash, i pulsantini per gli ordini in diretta dalla casa ai magazzini di Amazon, si inserisce in questo programma così come anche la continua sperimentazione di consegne a domicilio sempre più rapide. I concorrenti stanno rispondendo ovunque; Carrefour ha lanciato la sfida con la consegna garantita della spesa in un’ora a circa 5 Eur, a Parigi. Le multinazionali del commercio tradizionale moltiplicano le loro sfide sulla velocità e sulla precisione di consegna? E Amazon sta testando, per lanciarlo a breve, un rivoluzionario servizio: la consegna a domicilio grazie a serrature e porte di garage connessi, in assenza del cliente. Soprattutto per i grandi colli e con la possibilità per il cliente di vedere in diretta la consegna dell’ordinativo sullo smartphone con un’App Amazon. Ovviamente il tutto accade in totale sicurezza –si spera- e una volta sola , nel senso che dopo l’entrata la porta torna invalicabile. Amazon inaugura –e lo farà presto in Europa- punti vendita reali e i grandi promoter commerciali hanno comunicato, tramite Cushman&Wakefield, che entro il 2017 verranno aperti in Europa ben 8 milioni di metri quadrati di centri commerciali che saranno centri di divertimento e spettacolo e non solo di grandi superfici.

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