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“Sorprendono e sconcertano le dichiarazioni di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, azionista di riferimento del Sole 24 Ore spa. Rispondendo su La 7, ancora una volta, alle domande di Giovanni Minoli, collaboratore di Radio 24, emittente del gruppo Sole 24 Ore, Boccia ha sottolineato come in Confindustria ci fosse piena consapevolezza della gravità della situazione societaria, ma che si evitò di intervenire con un tempestivo piano di risanamento per non fare precipitare la situazione occupazionale. Una lettura dei fatti e del passato che appare a tutta evidenza irrispettosa della verità. E che ripropone una chiave di interpretazione priva di senso, quasi a volere testimoniare che i problemi del Sole 24 Ore sono soprattutto, se non esclusivamente, dovuti al costo del lavoro. In realtà, a condurre la società sull’orlo del fallimento e a rendere necessaria una ricapitalizzazione, ancora incerta nel risultato e modesta nei contenuti, sono state assai più determinanti scellerate scelte manageriali che hanno portato, per esempio, ad acquisire a prezzi salati società poi cedute a 1 euro e con dote (vicenda Gpp) oppure avventure imprenditoriali quantomeno avventate, è il caso della Cultura con gli attuali vertici aziendali spinti sino all’azione di responsabilità nei confronti dell’ex amministratore delegato della Divisione.

Ma quanto a scelte dirigenziali che dire della decisione di Confindustria di mantenere nella carica di amministratore delegato della società chi in 6 anni non ha chiuso in utile neppure una trimestrale ma alla quale erano stati comunque garantiti ricchi bonus, contestati solo dalla pubblica presa di posizione dei giornalisti? Oppure che dire dell’avere riprodotto nel tempo una governance duale tra presidente e amministratore delegato, che solo adesso Confindustria, l’azionista, ha annunciato di voler rimuovere? O, ancora, che dire dell’avere tollerato la desertificazione del management aziendale con attenzione e competenza editoriale, favorendo l’ascesa e il consolidarsi in ruoli dirigenziali di chi manager non era e non è come l’ex direttore Roberto Napoletano? O, ancora, che dire dell’inerzia di fronte a una politica editoriale tesa alla massimizzazione del numero di copie, anche artificiali, con operazioni di “sostegno” alla diffusione in perdita con costi strutturali superiori ai ricavi?

La redazione intanto, mentre denunciava in tutti i modi e contesti, anche quelli più istituzionali, il dramma del Sole 24 Ore, ha approvato nel tempo plurimi stati di crisi (l’ultimo è tuttora in corso), non facendosi mancare due giri di prepensionamenti, 4 anni di solidarietà e la cassa integrazione.

Ora tocca anche ascoltare dal presidente Boccia una sorta di maldestra difesa dell’ex direttore Roberto Napoletano, tra i maggiori artefici del disastro attuale, gratificato di «grande professionista» e firma che Boccia si augura di tornare a leggere. Noi speriamo non sul Sole 24 Ore naturalmente. Dopo averlo sfiduciato a ottobre, ben prima dell’emergere dell’indagine penale a suo carico, le redazioni si augurano ora di non dovere essere costrette a riaprire pagine che molto si è faticato per chiudere.”

Il Cdr del Sole 24 Ore
Il Cdr di Radiocor Plus
Il Cdr di Radio

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