Chi vince la guerra dei 5 e dei 6G? Huawei, alla faccia di Trump

di Alessia Segantin

 

“Statista是一家处理大数据、分析社会经济发展趋势的权威公司。Statista希望收集并分析市场上关于5G技术的竞争信息,其核心技术将为下一代移动手机品牌铺平道路。Katharina Buchholz强调,5G在将来会用于6G的研发和使用,如果赢得这场技术竞争,将会主导世界互联网和国际大数据。国际智能科技大会上,华为的大数据更新、科技革新和Statista公司的数据分类证明了这一观点。Statista的员工Sarah Feldman认为,中国在世界市场的地位越来越重要,其成果表明,某些国家试图通过增加关税,罚款等方式试图阻碍科技发展的行为是无用的。华为代表了中国,不同于美国和意大利,近十年来中国政府为文化发展提供资金扶持,华为的收入增幅显著。2018年财务报告显示,这是首次华为超过一千亿美元的收入,其在中国智能手机市场的份额也大幅提高。尽管今年手机销售份额有所下滑,但华为在不断发展其他国家的手机市场。 特朗普对中国巨头和中国的攻击不仅揭示了美国的恐惧,也揭示了西方国家对于公共传播行业将会干预工业、经济和政治领域的担忧.”

Statista, un’autorevole società che raccoglie ed elabora big data e sviluppa trend di ordine socio-economico, ha voluto analizzare l’attuale panorama, alquanto agitato, della competizione sulla tecnologia 5G che è la prossima generazione di banda mobile che oltre a sostituire con enormi vantaggi e prestazioni l’attuale 4G-LTE, prepara la strada –sottolinea Katharina Buchholz -per il servizio 6G. E vincere questa sfida di altissima tecnologia significa governare le reti mondiali e cioè masse gigantesche di dati delicatissimi. Governare cioè il futuro sviluppo di tutte le tecnologie digitali dell’intera società. Ovvio che il Trump –che è convinto di muovere il mondo a suo piacimento-abbia timore di questi sviluppi se a gestirli è e sarà un gigante non-americano. D’altra parte gli investimenti che la Cina e in particolare Huawei hanno fatto per raggiungere una posizione di primati mondiali, dimostrano che la ricerca nel settore delle tlc è sempre più “pagante”.

 

Le tecnologie Huawei hanno apportato nelle conferenze tecniche internazionali il maggior numero di aggiornamenti e innovazioni strettamente hitech e la classifica di Statista, lo dimostra con estrema efficacia. Hauwei è seguita dalla svedese Ericsson che ha sempre mantenuto nei decenni un passo costante di investimenti e innovazioni. Da sottolineare anche il terzo posto della grandissima Nokia molto forte nelle reti ma che ha fatto a suo tempo un errore storico: non sostenere il ramo di attività dei cellulari… L’analisi di Sarah Feldman sui risultati raggiunti dal gigante cinese nella sua conquista del mercato cinese e di quello mondiale dimostra che è inutile cercare di bloccare con manovre intimidatorie, dazi, multe e altro, il progresso e la superiorità tecnologica di un competitor. Che, tra l’altro, rappresenta un paese che –a dispetto di tanti detrattori-da molti decenni privilegia gli investimenti in cultura, altrove considerata –come negli Usa e in Italia- una spesa (da maggio sono stati rasati tutti gli investimenti nell’istruzione pubblica, favorendo quella privata) e non un investimento.

 

La crescita del fatturato è clamorosa  e il report finanziario sul 2018 ha messo in evidenza che per la prima volta Huawei ha superato i 100 miliardi di dollari di fatturato e accrescendo altresì la sua quota del mercato degli smartphone in Cina in un anno in cui le vendite sono calate. Ma a settembre è partito l’attacco di Trump: furto di segreti  commerciali a danno di T Mobile e aggiramento delle sanzioni americane all’Iran. Ma più di tutto e sopra tutto, c’è il grande rischio di affidare ad un gigante cinese i segreti più importanti, quelli riguardanti le comunicazioni pubbliche e privare, industriali, politiche ed economiche. Un rischio che anche in Europa hanno ben presente e che può creare grandi problemi al gigante cinese soprattutto per quanto riguarda l’implementazione di nuove reti 5G delle quali Hauwei è il primo fornitore per qualità, innovazione e quantità.

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