I PEGGIORI SPRECONI, GLI ITALIANI

A photo taken on October 23, 2012 in Morsbach, western France, shows waste food products stocked at the Methavalor factory to produce methane before conversion into a biogas fuel for the GNVert company, a subsidiary of French energy GDF Suez group.   AFP PHOTO / JEAN-CHRISTOPHE VERHAEGEN

L’abbiamo letta in agosto, poi l’abbiamo confrontata con quella tedesca e francese e con le sintesi di di altre normative; la legge antisprechi approvata sia alla Camera che al Senato (speriamo non ci sia più questo “cappio” che rallenta tutto), è decisamente ben fatta, chiara, piena di ottime intenzioni quale eredità della splendida riuscita dell’EXPO, ma ahimé riflette l’impossibilità di dotare l’Italia di una normativa più concretamente stringente. In Francia gli sprechi vengono decisamente proibiti . In Italia, con questa nuova normativa, si consiglia, si agevola, si invita, si premiano i virtuosi, confidando che i consumatori –i peggiori d’Europa come spreconi-siano disponibili a comportarsi bene. A comprare con giudizio, a conservare e cucinare bene i cibi, a non gettar via oltre un terzo di ciò che si acquista. Con questo provvedimento diventa meno complicato donare cibo, nel rispetto somunque della tracciabilità e delle condizioni igienico-sanitarie. Si è cercato di chiarire cosa è la data di scadenza e la possibilità di continuare a considerare consumabile un alimento anche dopo la scadenza.

I peggiori spreconi, noi italiani

Si possono raccogliere i prodotti agricoli rimasti a terra, usare il family bag per gli avanzi del pasto in ristorante….Ma manca qualcosa – e certo non per colpa dell’infaticabile ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina-manca quello lo chef Rubio auspica: un consumatore più attento e sensibile. Vale a dire un risultato praticamente irraggiungibile per la gran parte degli italiani, privi di coscienza civile e indifferenti ai gravissimi problemi legati allo spreco, alla fame, alla povertà. La distribuzione infatti è responsabile solo del 12% circa delle eccedenze alimentari contro l’oltre 41% dei privati. Per chi, invece, vuole partecipare a questa gara per rispettare i frutti della natura e i prodotti dell’agricoltura ecco il primo di una serie di consigli che risulteranno molto utili. Soprattutto per quanto riguarda la catena dello spreco più pesante in assoluto, quella della preparazione, della conservazione, della cottura e del riuso degli avanzi.

Frigo vecchio, 30% di sprechi

Le continue variazioni della temperatura nei vecchi frigoriferi causano un velocissimo degrado della spesa vegetale, con una perdita del 30-40% delle verdure in foglia e della frutta ad alto contenuto d’acqua. Nulla è più dannoso per i cibi ad alta umidità di questo freddo “intermittente”: insufficiente d’estate ed eccessivo nelle stagioni più fredde. La carne e i formaggi subiscono perdite molto elevate di contenuti liquidi, di sapori e la loro conservazione risulta precaria dopo nemmeno un giorno di permanenza in frigo. Ma il rischio maggiore è la formazione di batteri compresa la pericolosissima Salmonella per il pollame qualora la temperatura superi spesso il livello di 0°C.

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